Video da smartphone
Filmati Android, iPhone, tablet, fotocamere e app di messaggistica. La copia ricevuta via chat può essere ricompressa, ridimensionata o privata dei metadati.
Roma · Lazio · Digital Forensics
Aggiornato: 20/07/2026 · +39 393 020 9776 · info@periziainformatica.legal
Multimedia forensics · Roma
Analisi tecnica di video, fotografie, immagini manipolate, face swapping e contenuti generati con intelligenza artificiale, con metodo forense e conclusioni proporzionate alle fonti disponibili.
Lo Studio Quaranta Digital Forensics esamina struttura del file, codec, frame, metadati, compressione, continuità, Content Credentials e fonti di confronto. Nessun singolo detector viene considerato una prova definitiva.
È un’attività tecnica finalizzata a esaminare struttura, provenienza e storia digitale di un contenuto multimediale. Può comprendere conservazione dell’originale, hash, analisi del contenitore, verifica di codec e metadati, estrazione dei frame, esame della continuità, analisi dei pixel, verifica di credenziali di contenuto e confronto con fonti precedenti.
Un video che sembra falso non è automaticamente un deepfake. Un’immagine visivamente credibile non è automaticamente autentica. Compressione, ricodifica, filtri e piattaforme possono produrre anomalie simili a quelle di una manipolazione.
Filmati Android, iPhone, tablet, fotocamere e app di messaggistica. La copia ricevuta via chat può essere ricompressa, ridimensionata o privata dei metadati.
File esportati da DVR o NVR, formati proprietari, timestamp sovraimpresso, frame rate, segmenti, player e continuità temporale.
JPEG, PNG, HEIC, TIFF, WebP, RAW, scansioni e immagini ricevute tramite chat, con esame di EXIF, XMP, compressione e software.
Video e immagini pubblicati su social, siti o piattaforme, acquisendo anche URL, account, data, descrizione, commenti e contesto.
Continuità, tagli, montaggi, ricodifiche, frame mancanti, sincronizzazione audio-video e compatibilità con il dispositivo dichiarato.
Inserimento o rimozione di elementi, copy-move, splicing, inpainting, generative fill e alterazione dei metadati.
Face swapping, reenactment, lip sync, avatar sintetici, video integralmente generati e contenuti diffamatori.
False identità, richieste di pagamento, frodi aziendali, contenuti intimi artificiali, procedimenti civili, penali o lavoristici.
Si ricostruisce se il file proviene dal dispositivo di registrazione, da una chat, da un social, da un sistema di videosorveglianza, da un download o da una registrazione dello schermo.
Possono essere esaminati MP4, MOV, AVI, MKV, WebM e formati proprietari, insieme a codec come H.264, H.265, VP9, AV1, AAC o PCM. Contenitore e codec svolgono funzioni differenti.
Si verificano frame rate costante o variabile, PTS, DTS, frame duplicati o mancanti, keyframe e struttura GOP. Un keyframe non dimostra automaticamente un taglio.
Durata, offset, sincronizzazione, codec audio, silenzi e discontinuità possono essere valutati considerando registrazione, streaming, conversione e player.
I fotogrammi vengono osservati in sequenza per verificare volto, labiale, luce, ombre, riflessi, occlusioni, motion blur, bordi e transizioni. Non è corretto fondare la conclusione su un solo frame selezionato.
EXIF, XMP, GPS, modello del dispositivo, software, orientamento, miniatura e profilo colore. I metadati possono essere modificati o rimossi.
Blocchi, ringing e differenze locali possono dipendere da montaggio, salvataggi successivi, texture, bordi o ridimensionamento.
Duplicazione di aree, composizione da immagini differenti, coerenza di scala, prospettiva, rumore, colore, luce e ombre.
Rimozione o aggiunta locale di oggetti, persone e sfondi mediante strumenti tradizionali o generativi, spesso seguita da ricompressione.
È un contenuto sintetico o manipolato mediante sistemi di apprendimento automatico per alterare volto, identità, movimento o parlato. Può comprendere face swapping, reenactment, lip sync, talking head, avatar o generazione integrale.
Bordi del volto, pelle, capelli, occhiali, denti, riflessi, luce, ombre, movimento e sincronizzazione possono essere esaminati, ma nessuno di questi elementi dimostra da solo un deepfake.
Prima di interpretare uno score occorre conoscere modello, versione, dataset, soglia, classe positiva, preprocessing, qualità, compressione, dominio, falsi positivi e falsi negativi. Un risultato “AI 95%” non equivale automaticamente a certezza del 95%.
Le credenziali possono documentare asserzioni firmate su provenienza, software, modifiche e ingredienti. Non dimostrano la verità assoluta della scena, e la loro assenza non dimostra che il file sia falso.
Versioni più antiche, file a qualità maggiore, pubblicazioni originarie e reverse search possono evidenziare riuso, ritaglio, falsa attribuzione o contesto differente.
Si identificano tipo di contenuto, formato, provenienza, piattaforma, versioni disponibili, quesito e urgenza.
Si verifica il titolo che consente l’esame del file, del dispositivo o del sistema di provenienza.
Nome, formato, dimensione, hash, fonte, modalità di ricezione e copie disponibili vengono registrati.
Si preserva la fonte, si calcola l’hash e si crea una copia di lavoro, documentando ogni trasformazione.
Si esaminano contenitore, codec, tracce, frame rate, timing, metadati, compressione e credenziali di contenuto.
Si valutano frame, pixel, volto, movimento, luce, prospettiva, rumore, sincronizzazione e continuità.
Il file viene confrontato con versioni precedenti, pubblicazioni, campioni autentici e dati del dispositivo.
Gli output di detector, strumenti C2PA e software forensi vengono documentati e interpretati con prudenza.
Materiale, hash, metodologia, risultati, confronti, limiti, conclusioni e allegati vengono organizzati in un elaborato tecnico.
In base al caso possono essere impiegati MediaInfo, FFmpeg, ExifTool, Amped Authenticate, Amped FIVE, InVID/WeVerify, strumenti C2PA, software di analisi immagini, estrattori di frame e detector locali documentati.
Per ogni strumento devono essere indicati nome, versione, configurazione, funzione, limiti e output rilevanti. La sola presenza di un software specialistico non rende automaticamente corretta una conclusione.
Il servizio può essere svolto durante CTU, perizia, consulenza tecnica di parte, verifica di relazioni avversarie, comparazione di versioni e operazioni in contraddittorio.
Molte analisi possono essere svolte a distanza mediante un canale idoneo. La presenza fisica può essere necessaria per acquisire il dispositivo originario, un DVR/NVR, una fonte aziendale o materiale particolarmente voluminoso.
Lo Studio può valutare provenienza, file originario, codec, frame, metadati, compressione, continuità, Content Credentials, detector e fonti di confronto.
Non vengono garantiti rilevazione di ogni manipolazione, identificazione dell’autore, autenticità assoluta o esito del procedimento.
Contatto riservato
Indica formato, provenienza, piattaforma, disponibilità del file originario, eventuali versioni differenti, quesito e urgenza. Non inviare materiale sensibile prima di avere concordato un canale idoneo.
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