Email ordinarie
File EML e MSG, mailbox, archivi PST o MBOX, header completi, allegati, notifiche e copie presenti su account differenti.
Roma · Lazio · Digital Forensics
Aggiornato: 20/07/2026 · +39 393 020 9776 · info@periziainformatica.legal
Email e document forensics · Roma
Verifica tecnica di email, PEC, PDF, allegati, firme digitali, marche temporali, metadati, revisioni e possibili alterazioni.
Una schermata, una stampa o un PDF ricavato da un messaggio non contengono necessariamente tutte le informazioni tecniche disponibili nella fonte originaria. L’analisi distingue ciò che viene visualizzato da ciò che è realmente presente nel file.
È un’attività tecnica finalizzata a esaminare struttura, provenienza, integrità e storia di un messaggio o di un documento digitale.
L’obiettivo non è soltanto leggere il contenuto. Occorre comprendere quale formato è stato consegnato, se il messaggio è completo, quali server risultano coinvolti, quali parti sono firmate e quali limiti impediscono una conclusione certa.
File EML e MSG, mailbox, archivi PST o MBOX, header completi, allegati, notifiche e copie presenti su account differenti.
Messaggio originario, ricevute di accettazione e consegna, busta di trasporto, XML, firme del gestore, certificati e allegati.
PDF nativi o scansioni, firme PAdES, file P7M, firme CAdES, revisioni, allegati incorporati, moduli e metadati XMP.
DOCX, XLSX, PPTX, ODT, ODS, RTF e formati legacy con proprietà, autori, revisioni, commenti, template e file incorporati.
Mittente, orario, contenuto, catena delle risposte, allegati, spoofing, versioni differenti e completezza del messaggio.
Invio, accettazione, consegna, allegati, gestore, firme, busta di trasporto e corrispondenza tra file prodotti.
Contratti, fatture, relazioni, preventivi, verbali, documenti professionali e file aziendali contestati.
Analisi preliminare, relazione tecnica, verifica della prova avversaria, osservazioni alla CTU e confronto tra versioni.
Quando possibile è preferibile acquisire EML, MSG, mailbox, export controllato o archivio PST/MBOX. Una stampa non conserva necessariamente header, struttura MIME, firme, server e allegati originari.
Gli header possono contenere From, To, Date, Message-ID, Received, Return-Path, Reply-To, DKIM, SPF, ARC, Content-Type e informazioni sul client utilizzato.
Le righe Received possono documentare il percorso del messaggio tra server. Devono essere interpretate considerando ordine, fusi orari, host, IP e autenticazioni. Non ogni riga ha lo stesso livello di affidabilità.
Può offrire indicazioni sul sistema che lo ha generato, sul dominio e sulla relazione tra messaggi, ma non identifica da solo la persona che ha effettuato l’invio.
Una firma DKIM valida può documentare che alcune parti del messaggio risultano firmate dal dominio indicato. Non identifica automaticamente l’utente fisico che controllava l’account.
La struttura MIME può contenere testo semplice, HTML, allegati, immagini incorporate, firme, parti alternative, boundary e codifiche. Il file visualizzato dal client può essere diverso dalla rappresentazione tecnica originaria.
Il pacchetto può contenere messaggio, busta, ricevute, allegati, certificati, firme, XML e dati del gestore.
Può documentare che il gestore del mittente ha accettato il messaggio, con data, identificativo, destinatari e firma del gestore.
Può documentare la consegna nella casella PEC. Occorre distinguere ricevuta completa, breve, sintetica e mancata consegna.
È utile verificare la corrispondenza tra file inviato, file ricevuto e allegato prodotto mediante nome, dimensione, firma e hash.
Lo spoofing consiste nella presentazione di un mittente apparente differente dalla reale origine tecnica del messaggio. La verifica può considerare header, Return-Path, DKIM, SPF, DMARC, Received, dominio, server, IP, account e log.
Non sempre è possibile identificare l’autore. Può essere possibile concludere soltanto che il messaggio non risulta autenticato dal dominio apparente o che il percorso non è coerente con la rappresentazione visualizzata.
Gli allegati possono essere verificati per nome, estensione, MIME type, dimensione, hash, metadati, firma, contenuto e differenze tra copie. Un file può essere rinominato, convertito, modificato, ricompresso o sostituito.
Titolo, autore, creator, producer, date, XMP e identificativi possono essere utili, ma possono essere modificati o riscritti durante esportazioni e conversioni.
Un PDF può contenere aggiornamenti successivi senza essere riscritto completamente. Possono essere individuati nuovi oggetti, moduli compilati, annotazioni, firme e modifiche successive.
Un PDF può derivare da software di scrittura, scansione, fotografia, OCR, conversione o stampa virtuale. La provenienza incide sulle informazioni tecniche disponibili.
Due PDF visivamente identici possono essere diversi a livello binario. Il confronto può riguardare testo, pagine, immagini, metadati, firme, hash, struttura, oggetti e allegati.
Possono essere verificate copertura, certificato, algoritmo, integrità, timestamp ed eventuali modifiche successive al PDF.
Possono contenere documento, firma, certificato, algoritmo, attributi, timestamp e catena di certificazione.
Possono associare a un’impronta un riferimento temporale firmato, senza dimostrare automaticamente la data di creazione originaria del documento.
Firma e timestamp non dimostrano automaticamente verità del contenuto, identità dell’utilizzatore materiale o assenza di modifiche precedenti.
Si identificano messaggio, documento, formato, fonte, account, periodo, quesito, firme e versioni.
Si verifica il titolo che consente l’analisi di file, account, mailbox e documenti.
Nome, formato, dimensione, hash, modalità di ricezione, supporto e soggetto consegnante vengono registrati.
Si preserva la fonte, si calcola l’hash e si crea una copia di lavoro verificata.
Si esaminano header, MIME, metadati, firme, certificati, timestamp, revisioni, allegati e struttura.
Il documento viene correlato con account, server, allegati, firma, timestamp, log e contesto.
Quando necessario si utilizzano strumenti differenti, controlli manuali e verifica crittografica.
Materiale, hash, strumenti, procedura, risultati, limiti, conclusioni e allegati vengono documentati.
Il servizio può essere svolto nell’ambito di CTU, perizia, consulenza di parte, contestazione di email, verifica di documenti avversari, osservazioni tecniche e comparazione tra versioni.
Il CTP può verificare fonte utilizzata, completezza, header, allegati, firme, hash, metodo, strumenti e coerenza delle conclusioni.
Lo Studio Quaranta può valutare formato disponibile, provenienza, header, ricevute, allegati, firme, marche temporali, metadati, versioni, possibili alterazioni e limiti.
Non vengono garantite identificazione certa del mittente, autenticità assoluta, ricostruzione completa o esito del procedimento.
Contatto riservato
Indica se disponi di EML, MSG, PEC, ricevute, PDF, P7M, firme, allegati o versioni differenti. Non inviare materiale riservato prima di aver concordato un canale idoneo.
Telefono: +39 393 020 9776
Email: info@periziainformatica.legal
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